Subaru si stacca da Toyota: piattaforma EV da 510 CV

Subaru non vuole più limitarsi ad adattare l'elettronica di Toyota. Il 18 ottobre 2026, sul circuito di prova a nord di Tokyo, l'azienda ha mostrato un mulo da 510 CV costruito su una piattaforma EV sviluppata in casa, con due motori e una batteria più leggera. Il numero che conta non è la potenza: è che telaio, batteria, software e sistemi di sicurezza rispondano ora a criteri Subaru e non a quelli condivisi con il partner giapponese. Alcune tecnologie della nuova architettura potrebbero arrivare in produzione intorno al 2029, senza modello né data di lancio confermati.
La piattaforma EV punta su peso e protezione negli urti
Subaru sviluppa una piattaforma elettrica dedicata, con batteria più leggera, motori più compatti e una struttura anteriore ridisegnata per assorbire gli urti. L'obiettivo dichiarato è un taglio di circa 100 kg rispetto all'architettura elettrica attuale, di cui fa parte la batteria, più leggera del 25%.
Il dettaglio più Subaru è nella sicurezza passiva: i supporti della struttura anteriore si curvano sopra le ruote davanti per distribuire le forze d'impatto, mentre il motore elettrico anteriore è progettato per ruotare durante la collisione e dissipare energia, riducendo il rischio che le forze arrivino all'abitacolo o al pacco batteria. Il prototipo, però, è solo un muletto tecnico con carrozzeria Outback modificata: non anticipa la forma di un modello di serie.
Motori da 201 e 308 CV, batteria Panasonic da 4.000 celle
Il sistema è a due motori, a trazione integrale, con potenze dichiarate di circa 201 CV davanti e 308 CV dietro. Le unità, sviluppate con Aisin (fornitore del gruppo Toyota), sono più compatte e leggere di quelle montate sulle elettriche attuali; Subaru rivendica un'efficienza superiore del 30% alla media del settore.
| Dato | Valore del prototipo |
|---|---|
| Potenza combinata | 510 CV (380 kW per Electrek) |
| Accelerazione 0-100 km/h | meno di 4 secondi |
| Motore anteriore | 201 CV |
| Motore posteriore | 308 CV |
| Celle della batteria | circa 4.000 cilindriche |
| Batteria più leggera | 25% (24% per Electrek) |
| Densità energetica | +20% sulla media del settore |
| Riduzione di peso della piattaforma | circa 100 kg |
La batteria nasce dalla collaborazione con Panasonic Energy, avviata a settembre 2024: 4.000 celle cilindriche, un quarto del peso in meno rispetto al pacco precedente e una densità energetica obiettivo del 20% sopra la media. Subaru non ha comunicato capacità, autonomia né tempi di ricarica.
Potenza combinata: circa 510 CV per Electric Cars Report e InsideEVs, 509 CV per Electrek
Electric Cars Report e InsideEVs (che citano Automotive News) riportano circa 510 CV, Electrek 509 CV (380 kW), pari alla somma 201 + 308. Nessuna fonte spiega la differenza di un'unità.
Stessa dinamica per il pacco batteria: Electric Cars Report e InsideEVs lo danno più leggero del 25%, Electrek del 24%. Più delicato il dato sull'efficienza dei motori: il +30% è riferito a una media di settore che InsideEVs segnala come non specificata, quindi non è traducibile in un vantaggio di autonomia misurabile.

Elettronica in casa: ECU integrata, aggiornamenti OTA ed EyeSight con AI
La nuova architettura introduce una centralina di controllo integrata sviluppata internamente, che gestisce assistenza alla guida, telaio, powertrain e infotainment, con un chip personalizzato realizzato con AMD. Il sistema abilita gli aggiornamenti over-the-air — una prima volta per un veicolo sviluppato in autonomia da Subaru — e integrerà funzioni di intelligenza artificiale in una futura versione di EyeSight. Subaru prevede di produrre la centralina in casa e di usarla su tutta la gamma per ridurre i costi.
Takatomo Watamori, executive officer responsabile dell'ingegneria, motiva così la scelta: "By developing vehicles in-house and having EV technologies on our own, we can quickly deliver to our customers the peace of mind and driving pleasure that define Subaru". I tempi sono compressi: le tecnologie del prototipo sono state realizzate in circa la metà del tempo abituale.
Alcune tecnologie potrebbero arrivare in produzione intorno al 2029
Nessun modello è confermato, nessuna data di lancio è fissata: Subaru indica solo che parte di queste tecnologie arriverà in produzione intorno al 2029.
L'indipendenza non è una rottura. Subaru continua a lavorare con Aisin e Panasonic Energy, e non c'è alcun segnale di fine della partnership con Toyota. La storia elettrica del marchio, del resto, precede l'accordo: la piccola R1e sviluppata negli anni 2000 con Tokyo Electric Power Company e la Plug-in Stella del 2009, costruita in serie limitata in circa 170 esemplari.
Il video del prototipo girato da LOVECARS!TV descrive una vettura con avantreno a doppio braccio oscillante e retrotreno a cinque bracci, con un'agilità in curva paragonata a quella della BRZ: impressioni raccolte in due giri a velocità limitata, non un giudizio definitivo. Il legame con la concept Performance-E STI vista al Japan Mobility Show 2025 resta una suggestione, non la conferma di un'elettrica sportiva di serie.
Cosa cambia per chi compra una Subaru elettrica
La scala conta: con 924.000 veicoli venduti nel 2025 contro gli oltre 11 milioni di Toyota, Subaru vale circa l'8,4% dei volumi Toyota (924.000 su 11.000.000) e punta a 1,2 milioni di consegne annue nella prima metà degli anni 2030, cioè il 29,9% in più rispetto ai volumi 2025 (1.200.000 su 924.000) e il 9,1% sopra il record di 1,1 milioni del 2018 (1.200.000 su 1.100.000), con dieci nuovi modelli in arrivo.
Il banco di prova non sarà il mulo da 510 CV: una lettura possibile è che sia la prima Subaru di serie con una piattaforma EV di sviluppo proprio.




























