Tesla-NatPower: 25 GWh di Megapack in Italia e UK per $4-5 miliardi

Venticinque gigawattora di batterie di accumulo distribuite in cinque cantieri tra Italia e Regno Unito, con ricavi proiettati superiori a 15 miliardi di dollari in vent'anni: il 24 giugno 2026, NatPower e Tesla hanno siglato un accordo pluriennale che cambia il modo in cui si costruisce storage di rete su scala. La novità centrale non è la dimensione — è l'architettura: procurement dei sistemi, finanziamento ed esecuzione in più paesi vengono coordinati per la prima volta sotto un unico schema integrato, aggirando il ritardo esecutivo cronico che ha storicamente frenato i grandi impianti di accumulo europei.

Priolo, Sicilia: cinque cantieri per 25 GWh, obiettivo 100 GWh

Il primo lotto copre cinque progetti iniziali in Italia e UK. Tra i siti confermati c'è un impianto a Priolo, in Sicilia; gli altri si trovano nel Regno Unito. NatPower possiederà e gestirà gli asset; Tesla fornirà i sistemi Megapack, i servizi di engineering, procurement e construction (EPC) e l'ottimizzazione commerciale tramite la piattaforma Autobidder — già attiva sulle installazioni europee di Megapack esistenti e con un track record operativo documentato.

Questi cinque siti rappresentano soltanto il primo step. Il programma complessivo punta a superare i 100 GWh di capacità totale. L'accordo affronta simultaneamente cinque priorità operative: riserva di capacità manifatturiera, accesso alla rete, permitting e conformità regolatoria, struttura finanziaria e calendario esecutivo.

Fabrizio Zago, CEO di NatPower, ha sintetizzato il problema che il deal intende risolvere: "The sector has access to technology and capital, but still struggles to deliver infrastructure consistently and within the required timelines. What we have built with Tesla is an ecosystem that enables alignment between capital and execution, and that can be replicated across multiple markets."

Mike Snyder, VP Energy & Charging di Tesla, ha descritto il contributo dell'azienda come una "vertically integrated offering" che include hardware, software, costruzione, ottimizzazione del trading e servizi operativi — un posizionamento che sposta Tesla dal ruolo di fornitore di batterie a quello di partner sistemico lungo l'intero ciclo di vita degli asset.

Tesla e NatPower accordo da $5 miliardi per 25 GWh di storage in Italia e UK
Batterie disposte ordinatamente per il controllo di qualità nella produzione di sistemi di accumulo. Foto di Ramesh Kambattan su Pexels

Quanto vale l'accordo: 4-5 miliardi per la prima fase da 25 GWh

Il costo di costruzione della prima fase da 25 GWh è stimato tra i 4 e i 5 miliardi di dollari — cifra su cui concordano tutte e tre le fonti consultate. Electrek lo indica esplicitamente come costo della prima fase; Energy-Storage.News e ESS News usano rispettivamente le espressioni "full scope" e "full project pipeline" riferendosi all'ambito contrattuale del deal, ovvero i 25 GWh iniziali. Il costo per GWh risulta quindi tra 160 e 200 milioni di dollari. Se il programma complessivo da 100+ GWh mantenesse lo stesso costo unitario, comporterebbe una spesa ben superiore a 4-5 miliardi, ma questo scenario non è annunciato né quantificato nelle fonti.

Il 62,5% di Lathrop — e il momento di Tesla energy

I 25 GWh della prima fase mettono alla prova la capacità produttiva di Tesla in modo concreto. Lo stabilimento Megapack di Lathrop, California, ha una capacità annuale di circa 40 GWh: se l'ordine NatPower venisse evaso in un unico ciclo produttivo, assorbirebbe il 62,5% dell'intera produzione annuale di quella fabbrica. Tesla ha strutturato il deal su più anni anche per questo motivo, con riserva esplicita di slot produttivi.

La divisione energy di Tesla ha attraversato un trimestre difficile: dal Q1 2025 al Q1 2026, i deployment sono calati del 15% e i ricavi energetici del 12% anno su anno — una regressione dopo il record di 46,7 GWh installati nell'intero 2025 (+48% sull'anno precedente) e i circa 14,4 GWh stimati per il Q1 2026. L'accordo NatPower porta visibilità su un pipeline contrattuale a lungo termine, esattamente il tipo di segnale che gli investitori della divisione energy chiedevano.

Il titolo TSLA ha perso il 3,3% nel pre-market di martedì, ma il movimento è stato ricondotto a notizie separate relative a una fuoriuscita di documenti riservati da parte di un gruppo ransomware — non all'accordo con NatPower.

NatPower è nata nel 2022 per iniziativa di Zago e di Stefano Sommadossi. L'accordo con Tesla si aggiunge a un progetto da 1 GW / 8 GWh nel Regno Unito annunciato con la filiale di Sembcorp — circa 1 miliardo di sterline di investimento privato — e a due altri impianti britannici da 1 GW ciascuno per cui NatPower aveva presentato domanda di pianificazione all'inizio del 2025.

Se il framework integrato regge alla prova dei cantieri — e in particolare ai tempi reali di connessione alla rete, che restano un collo di bottiglia noto in entrambi i paesi — diventa un modello replicabile su altri mercati europei. La sfida non è più tecnologica né finanziaria: è esecutiva.

Fonti

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