Solare e accumulo al 91%: dominano la nuova rete USA nel Q1 2026

Il mercato dell'energia elettrica americana ha già scelto. Nel primo trimestre 2026, solare e accumulo hanno coperto il 91% di tutta la nuova capacità di generazione installata sulla rete USA, con 7,8 GW di fotovoltaico aggiunti in soli tre mesi. Il dato del rapporto trimestrale SEIA–Wood Mackenzie, pubblicato il 10 giugno, fotografa una transizione che non aspetta Washington: la domanda di energia sicura, economica e rapidamente dispiegabile ha reso il fotovoltaico strutturalmente resistente a un anno di pressioni politiche e regolatorie.

Il solare guida la rete, anche negli stati conservatori

Il 91% di quota sulla nuova potenza è il risultato aggregato di solare e storage insieme; il fotovoltaico da solo ha mantenuto la prima posizione tra tutte le tecnologie aggiunte alla rete americana nel trimestre. Nel periodo gli Stati Uniti hanno superato quota 6 milioni di installazioni solari cumulative, consolidando il solare come tecnologia di massa nel sistema energetico del paese.

Il dato geografico è politicamente eloquente: gli stati che hanno votato per il presidente Trump alle ultime elezioni hanno concentrato il 74% di tutta la nuova capacità solare del trimestre. Texas, Florida, Ohio, Indiana, Michigan, Arizona e Mississippi figurano tutti tra i primi dieci per nuove installazioni. La crescita del fotovoltaico segue logiche di costo, velocità di deployment e sicurezza degli approvvigionamenti — non le preferenze partitiche.

A rendere solare e accumulo ancora più attrattivi sono l'instabilità geopolitica e i problemi di fornitura di gas e turbine a gas: tecnologie che si installano rapidamente e non dipendono dalla volatilità dei prezzi dei combustibili fossili offrono certezze che gas e carbone oggi non garantiscono.

Contratti utility in crescita, residenziale in frenata

La domanda industriale accelera: i contratti utility-scale per il solare sono cresciuti del 15% su base annua nel Q1 2026, trainati in parte dalle aziende tecnologiche che corrono a garantirsi capacità elettrica per i data center legati all'intelligenza artificiale.

Il mercato residenziale va nella direzione opposta: le previsioni indicano un calo del 21% nel 2026 per gli impianti domestici, con una ripresa attesa a partire dal 2027 e con crescita costante fino al 2031. Un segnale di qualità positivo emerge dal mix: nel Q1 2026 un record del 45% delle nuove installazioni residenziali è stato abbinato a un sistema di accumulo a batteria. Gli acquirenti domestici non comprano solo generazione; comprano indipendenza dalla rete e protezione contro i blackout.

Solare e accumulo forniscono il 90% della nuova capacità elettrica negli USA nel Q1 2026
Installazione di pannelli solari: il solare fornisce il 90% della nuova capacità negli USA nel Q1 2026. Foto di Gustavo Fring su Pexels

L'ostruzionismo blocca la crescita potenziale

Il quadro porta in sé una contraddizione: i dati del Q1 2026 chiudono con un calo del 27% rispetto al Q1 2025 e del 42% rispetto al Q1 2024. Il solare domina la quota della nuova capacità, ma i volumi assoluti sono in contrazione rispetto ai picchi recenti. La domanda sale, i cantieri rallentano.

Darren Van't Hof, presidente e CEO ad interim di SEIA, ha dichiarato: «In un mondo di prezzi del carburante volatili, gli acquirenti di energia hanno chiarito di volere la sicurezza, il basso costo e la velocità di solare e storage, che hanno comandato il 91% di tutta la nuova capacità costruita nel Q1. Eppure, mentre la domanda di elettricità sale alle stelle, gli attacchi politici e regolatori stanno rallentando esattamente le risorse su cui facciamo affidamento. Bloccare l'unico settore che sta costruendo nuova potenza è una scommessa sconsiderata che farà solo aumentare le bollette elettriche. La posta in gioco è semplicemente troppo alta perché il blocco dei permessi di Washington possa continuare».

Sono 457 i progetti di solare e accumulo con permessi federali pendenti, vulnerabili a ritardi o cancellazioni. Michelle Davis, responsabile del solare presso Wood Mackenzie, ha confermato: «Stiamo prevedendo che le aggiunte solari USA saranno piatte nei prossimi cinque anni nonostante la necessità di maggiore offerta di energia nel paese. Abbiamo visto un notevole aumento negli approvvigionamenti solari nella pianificazione delle risorse delle utility, ma i colli di bottiglia sulle autorizzazioni continuano a essere venti contrari nel breve periodo».

Crescita rallentata: il 67% in più di tempo per lo stesso raddoppio

Il confronto più rivelatore è quello tra i cicli di crescita. La flotta solare americana è destinata a raddoppiare entro il 2030, ma il prossimo raddoppio richiederà cinque anni; il ciclo precedente aveva impiegato tre. Calcolato sul tempo di esecuzione, la stessa crescita strutturale costa oggi il 67% di tempo in più rispetto all'epoca in cui il contesto regolatorio era favorevole.

La revisione al rialzo delle previsioni 2026–2030 si ferma a un modesto +1,4%, quasi interamente concentrato nel segmento utility: un segnale che il mercato vede la domanda ma non trova ancora la certezza regolatoria che trasformerebbe quella domanda in cantieri aperti.

Il collo di bottiglia che frena la transizione americana non è tecnologico né economico. È esclusivamente amministrativo — e 457 progetti già pronti, in attesa di un permesso, ne sono la misura concreta.

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