Il Massachusetts trasforma le auto elettriche in risorse di rete remunerate. Un programma pilota appena annunciato consentirà a decine di proprietari di veicoli elettrici di vendere l’energia immagazzinata nelle batterie alla rete locale durante i picchi di domanda, alleviando la pressione di data center per l’intelligenza artificiale e ondate di calore estremo. L’iniziativa segna il passaggio dalla teoria alla pratica per la ricarica bidirezionale, con un modello di guadagno diretto per i cittadini.
Come funziona il programma pilota V2G
Il Massachusetts Clean Energy Center, divisione statale per lo sviluppo economico, finanzia il progetto e installerà 60 sistemi di ricarica bidirezionale nelle abitazioni dei partecipanti. L’infrastruttura richiede un caricatore domestico bidirezionale e un sistema di gestione energetica che dialoghi con la rete, andando oltre la semplice ricarica domestica. Le utility Eversource e National Grid integrano questa funzionalità nel loro programma esistente ConnectedSolutions, già attivo con termostati intelligenti e batterie fisse, mentre EnergyHub, Sunrun e The Mobility House forniscono il software e la tecnologia di dispacciamento.
La logica è semplice: quando la domanda di elettricità sale alle stelle, i veicoli collegati restituiscono energia alla rete, contribuendo a evitare sovraccarichi e a ridurre il ricorso a centrali di picco costose e inquinanti.
Quali veicoli sono compatibili e quanto si guadagna
Non tutte le auto elettriche possono partecipare. La lista iniziale include i modelli con supporto vehicle-to-grid di fabbrica:

- Nissan Leaf
- Kia EV9
- Polestar 3
- Volvo EX90
- Ford F-150 Lightning (fuori produzione)
Restano esclusi, almeno in questa fase, i Tesla Cybertruck e Model Y Performance, sebbene dotati di capacità bidirezionale. Il motivo, secondo quanto riportato da Heatmap News, è architetturale: Tesla integra il convertitore DC-AC direttamente nel veicolo, mentre i modelli ammessi affidano questa conversione al caricatore a muro.
I partecipanti riceveranno un compenso fisso non ancora reso noto per la semplice adesione. Il vero vantaggio economico arriva durante l’estate, quando National Grid riconosce fino a 275 dollari per kilowatt di potenza media erogata. Per un impianto domestico tipico, questo può tradursi in un guadagno stagionale compreso tra 1.375 e 2.750 dollari, a seconda della capacità del caricatore e delle prestazioni.
Il contesto più ampio: EV come risorsa di rete
L’iniziativa si inserisce in un movimento più vasto. General Motors e Pacific Gas & Electric puntano a connettere 52.000 veicoli alla rete californiana entro la fine del decennio, mentre la stessa PG&E ha avviato con Tesla un programma residenziale vehicle-to-everything basato sui Cybertruck. In Massachusetts, con oltre 150.000 veicoli elettrici già circolanti, la capacità di accumulo distribuita è enorme e in gran parte inutilizzata.
Chip Silverman, direttore dei servizi di rete di Sunrun, dichiara: «Siamo entusiasti di portare la nostra esperienza di dispacciamento in Massachusetts e di estendere la tecnologia vehicle-to-grid a più clienti. Le batterie dei veicoli svolgono un ruolo chiave nello stabilizzare la rete, fornire energia di backup alle case e ridurre i costi energetici per tutti».
Analisi: un primo passo in un mercato da 150.000 veicoli
Con 60 sistemi installati, il programma copre appena lo 0,04% del parco circolante elettrico dello Stato — una goccia nel mare, ma sufficiente a testare la fattibilità tecnica e l’attrattiva economica del modello. La forbice di guadagno tra 1.375 e 2.750 dollari a stagione può diventare un incentivo concreto per chi possiede uno dei modelli compatibili, anche se l’esclusione di Tesla, che domina il mercato, limita il bacino iniziale. La sfida per le utility sarà rendere l’iscrizione così semplice e il ritorno così visibile da convincere i proprietari a modificare le proprie abitudini di ricarica senza timori per l’autonomia. Se il pilot funziona, il Massachusetts avrà dimostrato che l’auto in garage può diventare una centrale elettrica personale, pagata per lavorare quando serve alla collettività.
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