Tesla sbarca in Uruguay e Lettonia e taglia i prezzi in Cile

Mentre in Nord America ed Europa la crescita arranca, Tesla accelera dove i numeri sono piccoli ma la transizione elettrica è già in moto: in una sola settimana ha aperto ufficialmente in Uruguay e annunciato l’ingresso in Lettonia, completando la copertura dei Paesi Baltici. In parallelo, ha trasformato in permanenti gli sconti sulla Model 3 e Model Y in Cile, con ribassi fino al 25%. La regia è la stessa già vista in Colombia: usare la fabbrica di Shanghai per inondare mercati emergenti con prezzi da auto termica e drenare volumi aggiuntivi quando i mercati maturi non bastano più.

Uruguay: terzo mercato sudamericano, prezzi più bassi di Geely e BYD

L’Uruguay è diventato il terzo Paese sudamericano dove Tesla vende direttamente, dopo Cile e Colombia. La Model 3 parte da 32.990 dollari e la Model Y da 36.490 dollari, entrambe sotto i listini di concorrenti cinesi agguerriti: la Model 3 costa meno della Geely EX5 entry-level, la Model Y meno della BYD Yuan Plus. Le vetture arrivano dalla Gigafactory di Shanghai, la stessa che rifornisce la Colombia, e saranno accompagnate da una rete di Supercharger in via di sviluppo.

Il contesto locale è favorevole. L’Uruguay ha già superato il 40% di quota di mercato elettrico in diversi mesi del 2026 e a maggio ha toccato un +40% di sola quota BEV, secondo CleanTechnica. Electrek riporta invece un 29% ad aprile 2026, contro un 20% sull’intero 2025. La forbice dipende probabilmente dal perimetro di calcolo (solo BEV o plug-in inclusi) e dal mese di rilevazione, ma il punto comune è che si tratta di uno dei tassi di adozione più alti delle Americhe. Se i prezzi aggressivi di Tesla faranno da catalizzatore, il Paese potrebbe diventare il primo del continente a superare stabilmente il 50% di immatricolazioni elettriche già nel secondo semestre.

Lettonia: la pedina che chiude il Baltico

Con la Lettonia Tesla completa la presenza nei tre Stati baltici, dopo la Lituania nel 2024 e l’Estonia ad aprile 2026. L’apertura ufficiale è prevista per il 21 agosto con un pop-up store al centro commerciale Spice di Riga, ma gli ordini online sono già attivi. I prezzi, IVA esclusa al 21%, partono da 30.990 euro per la Model 3 e 34.490 euro per la Model Y. Le consegne sono stimate tra settembre e novembre.

Il paradosso lettone è che Tesla era già il marchio elettrico più venduto pur non avendo una presenza ufficiale: la Model 3 guida le registrazioni con 1.212 unità circolanti. La penetrazione BEV nel 2025 si è fermata al 7,1% su circa 22.500 immatricolazioni, con le ibride plug-in che portano il totale elettrificato vicino al 19%. La rete di ricarica conta oltre 2.000 punti pubblici, cresciuti del 77% in un anno, e include Supercharger già operativi a Riga, Jūrmala e lungo le direttrici Via Baltica. Le auto destinate alla Lettonia arriveranno con ogni probabilità da Berlino o da Shanghai.

Auto elettriche a una stazione di ricarica moderna vicino a un porto internazionale, espansione globale nei mercati emergenti
Tesla accelera l'espansione in Uruguay e Lettonia mentre taglia i prezzi in Cile, puntando sui mercati emergenti.

Cile: sconti permanenti e Model 3 sotto i 30 milioni di pesos

Il mercato cileno è il banco di prova più difficile per Tesla in Sud America, perché il Paese ha le auto nuove più economiche del continente – si può ancora uscire da un concessionario con un’utilitaria sotto i 10.000 dollari. Lanciata nel 2024 con prezzi allineati a quelli statunitensi, Tesla ha venduto in Cile solo 986 unità in tutto il 2025, meno della metà di quanto ha fatto in Colombia nel solo mese di aprile 2026.

A dicembre 2025 la Model 3 costava 39.900.000 pesos cileni (circa 42.800 dollari) e la Model Y 43.900.000 pesos (circa 47.000 dollari). A febbraio 2026 sono comparsi sconti fino a 7 milioni di pesos. Adesso quei tagli sono diventati strutturali: la Model 3 a trazione posteriore si porta a casa con 29.900.000 pesos (32.000 dollari), la Model Y con 36.900.000 pesos (39.500 dollari). Per la Model 3 la riduzione tocca il 25%; per la Model Y si attesta intorno al 16 per cento.

Con questi listini, una Mazda 3 è il 30% più economica della Model 3 venduta in Cile, mentre in Colombia e Uruguay il confronto è già ribaltato a favore di Tesla. La scommessa è che il taglio basti a portare la quota di mercato elettrica cilena stabilmente sopra il 10%, un traguardo finora mancato.

Una fabbrica da riempire e 60.000 auto in più all’anno

L’operazione su Uruguay e Cile non è pensata per vincere sul singolo mercato, ma per assorbire la sovraccapacità produttiva che frena i conti di Tesla dopo due anni piatti. La fabbrica di Shanghai può sfornare volumi ben superiori a quelli assorbiti dalla Cina e dall’Europa; dirottarli verso l’America Latina – dove il parco circolante complessivo supera i 6 milioni di veicoli l’anno – è un modo per riportare la crescita dei ricavi in territorio positivo senza accendere guerre di prezzo nei mercati principali.

I numeri pubblicati da CleanTechnica danno la scala: se Tesla riuscisse a vendere in Uruguay e Cile quanto vende oggi in Colombia, sommerebbe circa 60.000 veicoli l’anno nei tre Paesi. Aggiungendo un eventuale sbarco in Argentina e Brasile, il potenziale sale a 200.000‑400.000 unità annue aggiuntive, quanto basta per riportare il costruttore verso l’obiettivo dei due milioni di consegne globali che due anni fa sembrava già a portata di mano. La strategia, per ora, resta confinata al Sud America: in Messico Tesla continua a offrire solo Model 3 Performance e Model Y a trazione posteriore, a prezzi ben superiori.

Fonti

Clicca per votare questo articolo!
[Voti: 0 Media: 0]

Leave a Reply

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.