Batterie solid-state: frode da 25 milioni e Factorial su Nasdaq

Nell'arco di 24 ore, il settore delle batterie a stato solido ha vissuto il suo momento più rivelatore: un'inchiesta con oltre 20 esperti indipendenti ha smascherato la truffa di Donut Lab, mentre Factorial Energy debuttava a Nasdaq con 749 miglia di autonomia reale già dimostrate su strada. Le due vicende, sovrapposte nel tempo, mostrano dove si trova davvero la frontiera di questa tecnologia: non nelle promesse irripetibili, ma nei collaudi con i grandi costruttori e nelle certificazioni di laboratori terzi.

La batteria «solid-state» di Donut Lab era litio comune

La cella presentata al CES 2026 da Donut Lab come rivoluzionaria — 400 Wh/kg, 100.000 cicli e ricarica in 5 minuti — è una normale cella agli ioni di litio. Questa la conclusione dell'indagine del ricercatore Ziroth, basata su prove elettrochimiche sottoposte a oltre 20 esperti indipendenti.

Le prove sono di due tipi. Le curve di voltaggio rilevate nei test di VTT mostrano una tensione di 3,7-3,8 volt al 50% di carica: l'intervallo tipico delle celle al nichel-manganese-cobalto (NCM) a base di litio. Le celle al sodio-ione che Donut Lab dichiarava di usare non superano i 3,5 volt alla stessa carica. I dati sull'espansione cellulare durante la ricarica aggiungono una firma ancora più precisa: il caratteristico "kink" intorno al 50-70% di carica è prodotto dall'anodo in grafite, e i ioni sodio sono fisicamente troppo grandi per intercalarsi nella grafite — quella firma appartiene al litio, non al sodio.

La densità energetica reale calcolata dall'indagine è 298 Wh/kg: il valore atteso da una buona cella al litio-ione, lontano dai 400 Wh/kg rivendicati.

Julian Zanau del Fraunhofer Research Institute, tra gli esperti consultati, ha descritto l'incontro con i rappresentanti di CT Coatings — l'azienda tedesca che avrebbe dovuto fornire la tecnologia — così: «La prima impressione è stata che queste persone non sanno come funziona una batteria. Parlavano di nessun metallo delle terre rare nelle loro batterie e quindi niente litio, e per qualunque chimico il litio non ha nulla a che fare con i minerali delle terre rare.»

La filiera nascosta si articola tra CT Coatings (fornitore della tecnologia), Nordic Nano — mai produttrice di una singola cella, stando all'indagine — e Donut Lab (commercializzatore). Nessuno dei tre soggetti aveva competenze chimiche indipendenti per verificare le specifiche dichiarate.

Su questa base, Donut Lab ha raccolto circa 25 milioni di dollari da oltre 1.300 azionisti, più di 900 dei quali con 50 azioni o meno. L'amministratore delegato Marko Lehtimäki aveva promesso agli investitori un rendimento potenziale fino a dieci volte in soli 12-18 mesi. Dopo la presentazione al CES, la valutazione della società è salita a 1,25 miliardi di dollari. Le autorità finanziarie e penali finlandesi avrebbero avviato indagini.

Factorial Energy: 1.205 km reali e quotazione a 1,3 miliardi

L'8 giugno 2026, Factorial Energy ha completato la fusione con Cartesian Growth Corporation III — una società veicolo (SPAC) — e ha iniziato a negoziare sul Nasdaq con i simboli FAC e FACWW. La transazione valuta la società circa 1,3 miliardi di dollari.

Batterie a stato solido: frode smascherata e debutto legittimo su Nasdaq
La tecnologia delle batterie tradizionali confrontata con l'innovazione dello stato solido. Foto di Castorly Stock su Pexels

I proventi lordi attesi oscillano tra 100 e 110 milioni di dollari: le due fonti che coprono l'operazione riportano rispettivamente "oltre 100 milioni" (Electric Cars Report) e "circa 110 milioni" (Electrek), con una differenza che dipende probabilmente dal calcolo dei rimborsi degli azionisti SPAC.

Le credenziali di Factorial sono già state messe alla prova. A settembre 2025, una Mercedes-Benz EQS modificata con le celle FEST® (Factorial Electrolyte System Technology) ha percorso 1.205 km con una singola carica — risultato che Markus Schäfer, responsabile tecnologico di Mercedes-Benz, ha definito un potenziale «gamechanger» per i veicoli elettrici. La batteria ha erogato il 25% di energia utile in più rispetto al pacco standard dell'EQS, a parità di dimensioni e peso.

I partner di sviluppo includono Mercedes-Benz, Hyundai Motor Group, Kia, Stellantis e Karma Automotive, con cui Factorial ha avviato il primo programma di produzione di batterie solid-state per veicoli passeggeri negli Stati Uniti.

Le prestazioni certificate dalla tecnologia FEST

Stellantis ha verificato le celle da 77 Ah di Factorial in condizioni di laboratorio controllate. I risultati:

ParametroValore certificato
Densità energetica375 Wh/kg
Cicli testati>600
Ricarica 10%→90%18 minuti
Velocità di scarica max4C
Peso pacco batteria580 lbs (vs 800 lbs del li-ion)
Autonomia aggiuntiva attesa+50% (oltre 600 miglia)

Il pacco è circa un terzo più compatto del corrispettivo agli ioni di litio. Factorial non costruisce impianti propri ma opera tramite joint venture manifatturiere — un modello pensato per ridurre il fabbisogno di capitale necessario a scalare.

Dove sta la vera frontiera

Il confronto tra le due vicende permette un calcolo diretto: Factorial ha una densità energetica certificata di 375 Wh/kg, il 26% superiore ai 298 Wh/kg realmente misurati nella cella Donut Lab (298 × 1,26 ≈ 375). I 400 Wh/kg promessi da Donut Lab si trovavano a cavallo tra realtà e finzione: non erano impossibili in assoluto, ma erano ben al di là di quanto la tecnologia effettivamente consegnata fosse in grado di offrire.

Le valutazioni delle due società sono quasi identiche sulla carta — 1,3 miliardi per Factorial, 1,25 miliardi per Donut Lab post-CES. La differenza non è nel numero: per Factorial ci sono test su strada con Mercedes, accordi con cinque case automobilistiche e celle verificate da Stellantis; per Donut Lab c'era una presentazione a Las Vegas e un'analisi tecnica condotta internamente, senza laboratori indipendenti.

La distanza tra le due storie misura esattamente il valore di una certificazione terza in un settore dove le promesse abbondano e le prove concrete restano la sola valuta che conta.

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