Batterie solid-state più economiche degli equivalenti cinesi, prodotte in Occidente con zolfo al posto di nichel e cobalto: è la promessa al centro di un progetto triennale che unisce Nissan, la startup britannica Gelion e l'Università di Oxford. Il 4 giugno 2026 la società di analisi Longspur Capital Limited ha diffuso un rapporto intitolato "Cheaper Than China" certificando che la tecnologia di Gelion può livellare il divario competitivo con i produttori asiatici su quello che rimane il principale ostacolo all'adozione di massa degli EV: il costo delle celle. Per Nissan, il progetto è anche un tassello del piano di rilancio della casa giapponese mentre cerca di invertire un periodo di difficoltà.
Il progetto Cost-effective, Resilient Solid-state Li-S
Il progetto si chiama Cost-effective, Resilient Solid-state Li-S e il suo elemento centrale è la piattaforma NES (Nano-Encapsulated Sulfur) sviluppata da Gelion: lo zolfo — abbondante e a basso costo — sostituisce nichel e cobalto nel catodo della batteria. Longspur Capital attesta che questa tecnologia migliora già rispetto sia alle celle litio-ione che a quelle sodio-ione, con prospettive promettenti per l'integrazione con elettroliti solid-state.
Il costo totale del progetto ammonta a 4,5 milioni di dollari (3,4 milioni di sterline), di cui Gelion riceverà circa 3,2 milioni di dollari (2,4 milioni di sterline) in grant pubblici. Il finanziamento esterno copre il 71% dell'investimento complessivo (calcolato come 3,2 su 4,5 milioni), struttura che riduce in modo significativo l'esposizione di Nissan.
Adrien Amigues, presidente di Gelion UK and Europe e responsabile del progetto, ha dichiarato che «questo progetto ha il potenziale per essere un game-changer per il Regno Unito, Nissan e Gelion», aggiungendo: «La nostra tecnologia è particolarmente adatta alle batterie a stato solido.» L'obiettivo tecnico è un prototipo commerciale entro l'anno fiscale 2027, coerente con il piano di Nissan di lanciare il primo EV alimentato da batterie solid-state nel 2028.
Doppio fronte produttivo: Gelion e LiCAP in parallelo
Per avvicinare la produzione industriale delle batterie solid-state, Nissan affianca due collaborazioni distinte: LiCAP Technologies per ottimizzare i processi di fabbricazione, Gelion per ridurre il costo dei materiali del catodo. I due approcci lavorano su variabili diverse della stessa equazione economica.

Come avevamo riportato, Nissan aveva aperto la sua prima linea di produzione all-solid-state presso lo stabilimento di Yokohama nel gennaio 2025 e avviato la partnership con LiCAP, la cui tecnologia brevettata Activated Dry Electrode elimina l'uso di solventi nell'essiccazione, abbassando i costi di fabbricazione. Per le batterie solid-state in generale, le stime diffuse nel settore indicano un'autonomia potenziale superiore ai 620 miglia (1.000 km) con una singola carica.
Sul fronte industriale più ampio, Nissan ha siglato un memorandum of understanding con Chery International per produrre potenzialmente veicoli del costruttore cinese nello stabilimento di Sunderland nel Regno Unito — lo stesso impianto che beneficerà degli sviluppi tecnologici del progetto solid-state.
La corsa con BYD: 2027-2028 anno di verifica
BYD punta ad avviare la produzione limitata di batterie all-solid-state sulfide-based nel 2027 per scalare alla produzione di massa entro il 2030. Nissan e il colosso cinese condividono la stessa finestra temporale per il debutto industriale, ma con supply chain e strategie di costo opposte.
Lian Yubo, chief scientist del Gruppo BYD, ha dichiarato che le batterie all-solid-state hanno «raggiunto una fase critica», riconoscendo al contempo le difficoltà che restano sulla strada della produzione di massa. Secondo BYD, gli elettroliti solfuri garantiscono maggiore stabilità rispetto alle tradizionali celle litio-ione liquide, abilitando una ricarica più rapida, più sicura e batterie più durature.
La differenza è che BYD punta già alla produzione di massa entro il 2030, mentre Nissan — attraverso Gelion e LiCAP — costruisce una filiera occidentale progettata per competere sui costi senza dipendere dalle supply chain asiatiche di nichel e cobalto. Longspur Capital scrive esplicitamente che Nissan utilizzerà la tecnologia allo zolfo di Gelion «per mantenere la sua offerta solid-state competitiva rispetto alla concorrenza cinese».
Il vero banco di prova non sarà il prototipo del 2027, ma la scala produttiva che Nissan riuscirà a raggiungere entro il 2028: solo allora si capirà se la tecnologia allo zolfo di Gelion vale il nome "Cheaper Than China" fuori dai laboratori.
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