Le batterie dei veicoli elettrici ritirate dal servizio conservano ancora una quota consistente della loro capacità originale — abbastanza da continuare a lavorare in un contesto diverso. Waymo e B2U Storage Solutions hanno tradotto questo principio in un accordo industriale, annunciato il 4 giugno 2026: i pacco-batterie dei robotaxi a fine vita non andranno al riciclo diretto, ma alimenteranno la rete elettrica in California e Texas come sistemi di accumulo stazionario. La scelta segna il passaggio della seconda vita delle batterie auto da esperimento a filiera strutturata.
Come funziona l'accordo Waymo-B2U
B2U installerà le batterie dismesse di Waymo in sistemi di accumulo a batteria — BESS (Battery Energy Storage Systems) — connessi alla rete elettrica. Una volta integrate, le unità catturano l'energia rinnovabile in eccesso nei periodi di bassa domanda e la rilasciano nelle ore di picco, stabilizzando il sistema elettrico locale. Waymo prevede di distribuire "centinaia di megawatt" di capacità di accumulo attraverso questa partnership, con i primi impianti in Texas e California, dove già gestisce servizi di ride-hailing autonomo.
Le batterie provengono dalla flotta operativa di Waymo, che include la Jaguar I-Pace come veicolo principale, il nuovo van Ojai — costruito dal produttore cinese Zeekr, con prime corse già avviate — e l'Hyundai Ioniq 5, attualmente in fase di test con integrazione prevista nella flotta. Con una gamma di modelli diversi in servizio contemporaneamente, il volume di batterie in uscita è destinato a crescere progressivamente, rendendo l'accordo con B2U rilevante su orizzonti pluriennali.
B2U ha già impianti operativi con batterie di seconda vita
B2U non parte da zero. La società gestisce installazioni già funzionanti: un progetto in California alimentato da 1.300 batterie di veicoli elettrici dismessi e uno in Texas che combina l'energia di 720 pacco-batterie. La partnership con Waymo porta un fornitore strutturato e prevedibile, riducendo la variabilità tipica del recupero frammentato da terzi.
Freeman Hall, CEO di B2U Storage Solutions, ha definito l'accordo "un traguardo significativo" nella missione della società: "Estendendo l'uso di queste batterie allo storage di rete, stiamo monetizzando il pieno potenziale delle batterie EV, fornendo ora una stabilità cruciale alla rete elettrica man mano che la domanda di energia continua a crescere."

Adam Lenz, Head of Sustainability & Environment di Waymo, ha aggiunto: "La nostra flotta di veicoli elettrici offre un'enorme opportunità per sostenere la crescita dell'energia pulita sulla rete, espandendo l'economia circolare. Attraverso questa partnership, possiamo destinare le nostre batterie allo storage di rete locale e garantire che continuino a fornire valore economico e ambientale alla comunità anche dopo il ritiro dalla strada."
Perché riusare vale più del riciclo immediato
Una batteria EV che scende al 50-60% della sua autonomia originale non è più adatta al servizio su un robotaxi, dove le prestazioni devono essere costanti e prevedibili. La stessa unità funziona perfettamente in un impianto stazionario, dove il compito è semplicemente caricarsi e scaricarsi in modo controllato.
B2U sostiene che la propria tecnologia consente alle batterie agli ioni di litio di continuare a operare in modo sicuro ed efficiente per diversi anni ulteriori una volta installate come accumulo di rete. Il vantaggio non è solo ambientale: riutilizzare un pacco-batteria evita di avviarlo al riciclo quando è ancora produttivo, trattenendo il valore residuo che altrimenti andrebbe perso nel processo di smontaggio e rielaborazione chimica. L'accordo potrebbe traghettare migliaia di veicoli dismessi dal settore della mobilità a quello energetico.
Un settore che si consolida oltre Waymo
L'accordo Waymo-B2U non è isolato. General Motors e Rivian hanno già siglato accordi con Redwood Materials per trasformare le batterie EV esaurite in accumulo su scala di rete. Con tre grandi operatori della mobilità elettrica che si muovono nella stessa direzione in parallelo, il mercato della seconda vita delle batterie acquisisce massa critica.
L'accelerazione coinvolge anche le aziende specializzate nel riutilizzo. Moment Energy ha ottenuto il 19 maggio 2026 la prima certificazione UL 60730-1 per un sistema di gestione delle batterie (BMS) progettato specificamente per pacco-batterie riutilizzati — un passaggio tecnico che rimuoveva l'ultimo ostacolo tecnico all'adozione di massa dello storage di seconda vita. Contestualmente, la società sta costruendo a Vancouver quello che descrive come il più grande impianto di riutilizzo di batterie EV al mondo, con una capacità prevista di 1 GWh entro il 2030 e apertura stimata entro fine giugno 2026. Per sostenere la crescita, Moment Energy ha chiuso un round da 40 milioni di dollari di Serie B, portando il totale raccolto oltre i 100 milioni.
Mettendo insieme i numeri di B2U — 2.020 pacco-batterie già attivi sommando i due impianti operativi (1.300 in California, 720 in Texas) — e l'obiettivo dichiarato di "centinaia di megawatt" con Waymo, il salto di scala richiesto è considerevole. La vera sfida non è tecnologica: le batterie in impianti stazionari funzionano. La sfida è logistica — costruire una filiera prevedibile, con volumi, tempi di dismissione e capacità residua sufficienti a rendere il modello sostenibile su larga scala. Un operatore come Waymo, con una flotta crescente e un ciclo di sostituzione regolare, è esattamente il tipo di partner che può trasformare un settore promettente in una catena del valore matura.
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