Quindicimila euro per un'auto elettrica prodotta in Europa. È l'obiettivo che Citroën ha messo nero su bianco presentando al Salone di Parigi 2026 la 2CV Concept, una piccola a batteria dal design retrò che punta al mercato nel 2028. Se il piano regge, la nuova Deux Chevaux costerebbe circa 4.500 euro in meno della Renault Twingo E-Tech: un'operazione nostalgia che è soprattutto una scommessa sull'elettrico leggero e accessibile, la fascia che nessun grande costruttore europeo ha ancora presidiato davvero.
Citroën 2CV Concept: cosa c'è di confermato
Il concept presentato a Parigi è lungo 3,76 metri, punta a un peso di circa una tonnellata e a un prezzo di partenza obiettivo di 15.000 euro. La produzione è prevista in Europa, anche se Citroën non ha indicato lo stabilimento. Sulla scheda tecnica — batteria, autonomia, velocità di ricarica, potenza — non è stato comunicato nulla.
Con queste dimensioni la 2CV elettrica si colloca tra la Ami (8 cavalli) e la e-C3 (113 cavalli), colmando lo spazio vuoto nella gamma francese. L'approccio punta a contenere peso e complessità: batteria più piccola, meno materiali, meno elettronica. L'amministratore delegato Xavier Chardon ha indicato l'obiettivo di preservare la semplicità, l'accessibilità e la libertà della 2CV originale, adattandole alla mobilità elettrica contemporanea.
Il confronto con Renault Twingo: 4.500 euro di differenza
La 2CV elettrica nasce in aperta concorrenza con l'altra rinascita francese, la Renault Twingo E-Tech. Il listino francese della Twingo parte da 19.490 euro prima degli incentivi, mentre l'obiettivo Citroën è di 15.000 euro. Il divario è di 4.490 euro, cioè circa il 23% in meno: un posizionamento che Citroën persegue anche nelle dimensioni, visto che la 2CV è più corta della Twingo di appena 3 centimetri.
| Modello | Prezzo di partenza obiettivo (Francia) | Lunghezza |
|---|---|---|
| Citroën 2CV Concept | ~15.000 € (target, non confermato) | 3,76 m |
| Renault Twingo E-Tech | 19.490 € (listino al lancio) | ~3,79 m |
Nella tabella la lunghezza della Twingo è derivata: sommando i 3 centimetri di differenza dichiarati alla misura dei 3,76 metri della Citroën si arriva a circa 3,79 metri.
Sul prezzo finale pesano due incognite: se i 15.000 euro includano o meno gli incentivi statali francesi, che possono arrivare fino a 5.700 euro, e quanto costerà la vettura di serie dopo l'eventuale ridimensionamento dei dettagli più eccentrici del concept.

Interni, stile e i dettagli che omaggiano la 2CV del 1948
L'abitacolo abbandona la dashboard tradizionale: al suo posto una struttura cilindrica che regge volante, comandi e il Smart Vision Display, affiancata da un touchscreen quadrato da 8 pollici con grafica ispirata ai fumetti. Il sedile anteriore è estraibile, la console centrale è sostituita da un cesto rimovibile e il Radioen — una radio che diventa altoparlante portatile — accompagna gli occupanti anche fuori dall'auto. Il tetto in tela si apre completamente, come sull'originale.
Il riferimento più curioso sono le tasche delle portiere con incavi per sei uova, omaggio al celebre brief progettuale della 2CV, quella di attraversare i campi francesi con il cestino delle uova intatto. Sui dettagli compaiono i numeri 1948 (lancio dell'originale), 1990 (fine produzione dopo 42 anni) e 2026. I pneumatici Michelin montano un disegno esclusivo a chevron, frutto della collaborazione sul "gemello digitale universale" dello pneumatico, pensato per adattare il comportamento della vettura alle condizioni ambientali.
Una discrepanza riguarda i cerchi: Electric Cars Report riporta 18 pollici in acciaio, mentre Electrek e InsideEVs parlano di 19 pollici. In entrambi i casi si tratta di una misura più generosa di quella che ci si aspetta su un'auto pensata per costare poco, e le stesse testate si aspettano una riduzione sulla versione di serie.
Quando arriva la 2CV elettrica e cosa manca ancora
Il target è il 2028, anno in cui Citroën intende portare sul mercato un modello ispirato al concept. Il veicolo esposto a Parigi resta però un esercizio di stile: capacità della batteria, autonomia, potenza di ricarica e potenza del motore non sono state comunicate. Il progetto è pensato per rientrare nella futura categoria europea E-Car per vetture elettriche fino a 4,2 metri, su cui la Commissione Europea ha proposto di congelare i requisiti regolatori per dieci anni, riducendo i costi di sviluppo.
Per capire cosa aspettarsi, si può guardare alla concorrenza: le piccole elettriche urbane tendono ad arrivare sul mercato con batterie intorno ai 30 kWh e autonomie di circa 250 km. Citroën non ha confermato nulla in questa direzione, ma il peso target di 1.000 kg — più leggero, per esempio, di una Mazda MX-5 — è coerente con un pacco batterie contenuto.
Analisi: perché i 15.000 euro cambiano la partita
Il punto non è la nostalgia, ma l'aritmetica. Se la 2CV di serie arriverà davvero a 15.000 euro, costerebbe il 23% in meno della Renault Twingo E-Tech: un risparmio di 4.490 euro calcolato sul listino francese della rivale. Con gli incentivi statali francesi fino a 5.700 euro, il prezzo effettivo per un acquirente transalpino potrebbe scendere ulteriormente, sempre che quel target non includa già le sovvenzioni.
Il peso di una tonnellata è la vera leva tecnica: meno chili significano batteria più piccola, meno costi di produzione e quindi un prezzo possibile. È lo stesso principio che fece della 2CV originale, con i suoi 9-29 cavalli distribuiti su 42 anni di carriera, un'auto alla portata di tutti. Vale anche in senso opposto: l'elettrica compatta di segmento B oggi in Europa parte da cifre vicine ai 20.000 euro, e sotto quella soglia c'è pochissimo. Il divario tra i due estremi — i 15.000 di Citroën e i 19.490 della Twingo — misura esattamente lo spazio di mercato che la 2CV elettrica vuole occupare. Il vero test, quindi, non sarà il design retrò: sarà capire se una tonnellata di peso e una batteria contenuta bastino davvero a vendere un'elettrica europea a quel prezzo.
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