Qcells ha avviato la produzione di celle solari a Cartersville, Georgia, completando la catena produttiva che copre ogni fase — dal lingotto al modulo — sotto un unico tetto. È il primo stabilimento negli Stati Uniti a raggiungere questa integrazione verticale completa, e il risultato arriva in un momento in cui la domanda di elettricità americana ha toccato livelli record. L'impianto produrrà moduli sufficienti a coprire il fabbisogno di circa 1,3 milioni di abitazioni.
Cartersville: il primo impianto solare a integrazione verticale completa in USA
Nessun produttore aveva mai unificato la produzione di lingotti, wafer, celle e moduli fotovoltaici nello stesso stabilimento sul suolo americano. Qcells, marchio sudcoreano di Hanwha Solutions focalizzato sul mercato statunitense, ha cambiato questo scenario.
La struttura di Cartersville è stata annunciata nel 2023 con un investimento di 2,5 miliardi di dollari per il campus. Scott Moskowitz, vice president of market strategy and industrial affairs di Qcells, ha dichiarato in una conferenza stampa che la società ha complessivamente investito "oltre 3 miliardi di dollari" per costruire l'intera filiera produttiva americana, come riportato da PV Magazine USA — una cifra più ampia che include attività oltre il solo campus di Cartersville, a fronte dei 2,5 miliardi comunicati inizialmente.
L'assemblaggio dei moduli ha già raggiunto la piena capacità; la produzione di celle è appena iniziata. Lingotti e wafer arriveranno a regime nel terzo trimestre del 2026, portando la capacità nominale annuale a 3,3 GW per ingotti, wafer e celle, e a 3,5 GW per i moduli.
Andy Park, Global CEO di Qcells, ha commentato: "Produrre le prime celle solari a Cartersville è una tappa fondamentale per Qcells e per la manifattura americana. Una filiera domestica affidabile non crea solo migliaia di posti di lavoro ben pagati: offre ai nostri clienti maggiore certezza su prezzi, forniture e dazi, con un prodotto verificabile dalla A alla Z."
La più grande fabbrica di celle solari degli USA
Con 3,3 GW di capacità annuale per le celle, Cartersville diventerà — al raggiungimento della piena produzione nel Q3 2026 — il più grande stabilimento produttore di celle solari degli Stati Uniti. A confronto, ES Foundry gestisce una linea da 3 GW in South Carolina e Suniva uno stabilimento da 1 GW in Georgia.
Il sito di Cartersville si affianca al già operativo impianto di assemblaggio moduli di Dalton, Georgia, con una capacità annuale di 5,1 GW. Sommando i due, la capacità totale di Qcells in Georgia raggiunge 8,6 GW di moduli l'anno, rendendo l'azienda il più grande produttore di pannelli in silicio degli USA.

I due siti impiegano attualmente circa 3.800 persone in Georgia; entro la fine del 2026 la forza lavoro combinata prevista è di quasi 4.000 dipendenti.
Joe Hennessy, analista di PV Tech Market Research, ha sottolineato: "La produzione di Qcells dimostra che la piena integrazione verticale sotto un unico tetto può avvenire negli USA. L'azienda diventa la prima con capacità produttiva dall'ingotto al modulo nel paese, e potrà produrre moduli con alto contenuto domestico. È una tappa cruciale per la manifattura solare americana."
Incentivi fiscali e filiera interna: i due motori dell'integrazione
L'integrazione verticale ha ricadute economiche dirette sull'intera filiera a valle. I moduli prodotti a Cartersville consentiranno a sviluppatori e proprietari di impianti di qualificarsi per il bonus del 10% sul contenuto domestico previsto dall'investment tax credit (ITC). Qcells potrà applicare il Section 45X — il credito fiscale avanzato per la manifattura — lungo l'intera catena, dall'ingotto al modulo.
La capacità manifatturiera di moduli solari negli USA è passata da 8 GW — livello pre-incentivi federali — a 69,9 GW a giugno 2026, con una crescita di oltre il 750%. Circa 30 GW di ulteriore capacità produttiva è attualmente in costruzione. La produzione domestica di celle era però rimasta al palo fino al 2024, quando rientrò sul suolo americano per la prima volta dal 2019. Cartersville è la risposta industriale a questa lacuna strutturale.
Il 12,3% del mercato USA e la fine della vulnerabilità tariffaria
La capacità combinata di Qcells in Georgia — 8,6 GW — rappresenta circa il 12,3% dell'intera capacità manifatturiera di moduli disponibile negli USA a giugno 2026 (69,9 GW): un calcolo diretto dai dati SEIA che mostra una concentrazione notevole in un singolo stato, distribuita su due siti distanti meno di un'ora di guida.
La svolta strutturale più concreta riguarda la dipendenza dai dazi. Fino ad oggi, chi assemblava moduli negli USA importava celle e wafer: ogni variazione tariffaria si trasmetteva direttamente ai costi. Con la produzione integrata a Cartersville, Qcells elimina questa esposizione. Park lo ha detto esplicitamente, citando la certezza su "prezzi, forniture e dazi" come vantaggio competitivo per i clienti.
Nel campus di Cartersville, Qcells ha avviato anche un impianto di riciclo pannelli con capacità di circa 250 MW all'anno, equivalente a circa 500.000 pannelli. "Con storage, EPC e riciclo solare nel nostro portafoglio, siamo molto più di un'azienda di pannelli", ha dichiarato Moskowitz. "Stiamo costruendo l'infrastruttura energetica pulita di cui questo paese ha bisogno."
La variabile critica resta la scalata produttiva: portare lingotti e wafer a piena capacità entro il Q3 2026 è l'obiettivo che trasformerà Cartersville da primo esperimento a modello replicabile per la manifattura solare americana.
Fonti
- Qcells begins solar cell production at 3.3GW vertically integrated US facility – PV Tech
- Qcells starts production of solar cells in United States – Solar Power World
- Qcells begins production of solar cells in Cartersville, Georgia – PV Magazine USA
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